A inizio settembre, al 21esimo Convegno nazionale sulla Qualità della Vita promosso dalla Fondazione Sospiro a Brescia, Laura Berteotti, Direttore Generale di Pyramid Educational Consultants Italia, ha presentato insieme a Fabrizio Giorgeschi un intervento sull'adesione alle pratiche sanitarie delle persone con disturbi del neurosviluppo. Il 20 ottobre questi temi arrivano alla Pyramid FUNctional Conference 2026, nella terza sessione, che Laura Berteotti terrà con Simone Zorzi.

Al centro c'è la comunicazione. Una parte importante dei comportamenti di non adesione nasce dal bisogno di prevedibilità e di comprensione. Da un lato la persona deve capire che cosa sta per succedere, in contesti dove spesso si usano solo le parole. Dall'altro deve poter esprimere il dolore, il fastidio, il basta. Quando manca il modo per farlo, la funzione comunicativa resta, ma trova l'unica forma disponibile: il comportamento problema.

A Brescia Laura Berteotti ha posto una domanda precisa davanti alle procedure più restrittive. Il nodo non è stilare una gerarchia degli interventi, ma chiedersi se la persona ha potuto capire e se ha la possibilità di esprimersi in un modo che sappiamo riconoscere. "Se la risposta è no, non abbiamo un problema di gerarchia delle procedure. Abbiamo un problema di comunicazione." Da qui la frase che ha chiuso quella parte dell'intervento: "La fuga non è da impedire o da concedere. È da rendere chiedibile."

La letteratura lascia ancora molto spazio. Gli studi che preparano la persona alla visita sono numerosi, mentre quelli che offrono un supporto comunicativo durante la procedura si contano sulle dita di una mano. Ancora meno sono quelli che insegnano a chiedere una pausa, chiedere aiuto o segnalare il dolore. Come ha osservato Laura Berteotti, troppo spesso "chiamiamo interventi comunicativi degli interventi in cui la persona non comunica mai".

Nella sessione si parlerà di comunicazione recettiva ed espressiva, di CAA, di comunicazione del dolore, di supporti visivi, di quello che possono fare e di quello che non fanno, e di strumenti con cui è la persona stessa a dire al medico di quali adattamenti ha bisogno. E dell'altro lato dell'incontro: "Possiamo insegnare a una persona a chiedere una pausa", ma serve qualcuno che sappia accogliere quella richiesta. Per questo la formazione del personale sanitario è parte integrante del discorso.

Martedì 20 ottobre 2026, dalle 18.15 alle 19.15 (ora italiana), online.

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